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In questi quaderni metto a disposizione di chi ama la Vita i frutti di una ventennale ricerca. Anche se stampati, essi vogliono collocarsi nella tradizione della oralità e della comunicazione privata. Non hanno perciò la veste di un saggio, che anzi si presentano discontinui nello stile (li ho scritti in epoche diverse e per mia memoria) e talvolta frammentari ed incompleti. Pur sapendo tutto ciò, ho resistito alla tentazione di riscriverli e renderli più cattivanti, poiché avrei falsificato lo spirito dell'iniziativa che vuole innescare una comune ricerca di fede, e non già offrire una delle tante linee di consumo di. massa. Sono convinto che i MassMedia hanno in pratica disattivato il tessuto culturale ed interpersonale della società civile e religiosa e che sia giunto il tempo di rivascolarizzarla e ridarle un sistema nervoso autonomo, mediante un oscuro ma forte processo di infiltrazione di persone fra persone, un'azione di microchirurgia che concorra a smuovere la stagnazione in cui viviamo. In pratica, mettendo da parte gli strumenti di amplificazione, affido questa iniziativa ai lettori, alla forza della loro «oralità». Questi quaderni sono una provocazione al dialogo; ciò che conta è assumere un atteggiamento nuovo, desiderare di ricevere dalla chiesa non solo il volume della Bibbia, ma anche l'aiuto per «leggerlo» da persone mature e libere; voler riprendere un ruolo attivo nella formazione del Sensus Fidei della comunità ecclesiale. In questa linea, senza usare accorgimenti per captare consensi, tagliando corto su alcuni intricati problemi, io prospetterò una diversa lettura dei fenomeni ecclesiali ed una lettura nuova dei testi sacri perché lettore possa, liberato dai luoghi comuni, costruirsi una propria meditata adesione alle verità di fede. Credo infatti che non sia più tempo di cibo liquido. (per dirla con Paolo), ma di «cibo solido». Ho fiducia che lo Spirito non abbia lavorato invano in duemila anni. Se questi quaderni riusciranno ad attivare una ricerca personale ed il gusto di farsi predicatore di Vita fra gli amici, lo scopo ecclesiale sarà raggiunto. Io credo fermamente che l'uomo sia il vero libro sacro e, quale vivente che cerca le ragioni della Vita, mi auguro che anche il lettore avverta illegittimo orgoglio di «essere per sé», di guadagnare a sé e agli altri la titolarità della Vita. È la Vita l’unica pagina che conta leggere e studiare perché siamo tutti affamati di vivere. La Bibbia è, in questo senso, la Vita. Siamo alle soglie del terzo millennio e, celebrarlo con una gita a Roma, può far comodo solo alle agenzie di viaggi. Io credo che, a fronte dei grandi problemi che incombono, bisogna che la comunità cristiana ritrovi la coscienza del Sensus Fidei e che ognuno, singolarmente, si senta primo attore, dotato della forza della comunione ecclesiale, cioè dello Spirito. Purtroppo la comunità ecclesiale mi sembra oggi come chi, avendo due polmoni (dico Tradizione e Sacra Scrittura), si è ridotto a respirare solo col primo perché il secondo sta sulle tavole anatomiche dei dotti; e come chi, avendo due gambe (dico Magistero e Teologia), avanza saltellando, perché la seconda gamba è stata legata alla prima. Torniamo allora a dialogare, a pensare e a meditare insieme la nostra fede, per piccola ed imperfetta che sia.
Avvertimenti al lettore
Queste non sono opere teologiche, ma «quaderni», appunti di ricerca. Chi ha di mira «La Verità», e non un frammento di essa, sa bene di non potersi giovare, nello scrivere o nel leggere, dell'oro della «mediocritas» che, proprio per la sua settorialità, garantisce la rifinitura dell'opera. Egli è costretto ad andare sempre più avanti ed appuntare quel poco che intravede; egli sa che l'orizzonte non può diventare oggetto e ogni Summa, ogni libro totale, è un controsenso specialmente nell'area della Sacra Scrittura. Non si spaventi il lettore se, al cominciare, il quaderno gli dovesse risultare ostico. Se non conosce la Bibbia, perché convinto di leggere un libro piatto e incomprensibile, cominci ad impararne le immagini e le storie. Da esse proprio nascono le infinite letture che ogni testo nasconde. Gli suggerisco ancora di scorrere tutto il quaderno e, se l’insieme gli sembrerà interessante, di rileggere il testo per riflettere sulle molte strade che ho provato ad aprire. Rileggendolo potrà giovarsi anche delle note a pié di pagina; esse espongono riflessioni e chiarimenti che ho preferito isolare proprio per non appesantire un primo apprendimento dell’insieme. Il mio piano prevede una pubblicazione di tre quaderni per volta che tratteranno: a) di questioni più generali come il linguaggio, i metodi di lettura, l'origine e la struttura della Bibbia; b) della esegesi di alcuni testi; c) di tematiche collaterali. Ogni quaderno sarà contrassegnato da un numero d'ordirne. Il prezzo viene calcolato in vista di un autofinanziamento dei numeri successivi, fermo restando che, alla fine di ogni anno, tutte le eccedenze saranno donate ai poveri del terzo mondo. Sui quaderni non vi sono utili per l'autore e per l'editore.
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