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NB: Va come introduzione della cartella ‘Cristianesimo’ “Chi può capire, capisca. Chi non lo può, chieda a Te la grazia di poterlo. E non mi infastidisca: io non sono la Luce che illumina il mondo” (Agostino)
‘Otri nuovi per vino nuovo’[1] Discorsi sulla teologia
Al lettore Il tema delle riflessioni raccolte in queste schede è la fede cristiana: un’unica ed immodificabile realtà (la Rivelazione di Dio) che tuttavia si incarna nel singolo ascoltatore, modellandosi a misura delle sue capacità di comprensione (e finanche di ‘non comprensione’ dal momento che un neonato battezzato è anch’esso salvato dalla sua fede). L’apprendimento del mistero di Dio cresce continuamente in chi cerca, e spero che questo sia accaduto anche in me. Le schede infatti riflettono in qualche modo ciò che oggi io credo e perciò sono un qualcosa in itinere che spera di giovarsi anche della collaborazione di chi avanza sulla strada che conduce a Dio. Letterariamente sono ‘discorsi’, cioè enunciazioni esposte a volte anche in forma grossolana, incompleta, non sostenute da ampi ragionamenti e nutrita documentazione. Sia quindi benevolo il lettore, specie quello orientato alla saggistica. La struttura di saggio (in pratica una Summa) mi è parsa praticamente inattuabile perché eccessivamente costosa (per chi scrive e per chi legge). Accodandomi ai Padri, che in genere affrontavano singoli argomenti o questioni, ho preferito una ragionata sequenza di ‘schede’. I testi che propongo nascono da incontri con gruppi, o da esercizi spirituali predicati a laici e sacerdoti. Essi conservano la stile e la provvisorietà della struttura concettuale e discorsiva di tali eventi, ma sperano di far riflettere autonomamente quel lettore che vorrà soffermarsi sui singoli temi che gli vado proponendo; e ciò senza troppo badare alla numerazione delle schede che è stata aggiunta non tanto per indicare una linea obbligata del discorso, ma per individuarle agevolmente. Tese a instaurare un dialogo (il mio sito è aperto ad ogni contributo), esse non vogliono fornire risposte precotte e predigerite, ma a suscitare nel lettore il desiderio di cercare, dialogare e così costruirsi una autonoma ed intima libertà, nella comunione della Chiesa. Quale che sia la sua cultura sono certo che il desiderio di cercare la Verità sarà sufficiente a comprendere ciò che propongo, ed a sceverare ciò che c’è di buono o di sbagliato per accettarlo o rifiutarlo. Posso assicurare il lettore che quanto contenuto nella schede, che via via inserirò nel sito, non sono rimasticatura a tavolino del pensiero teologico riflesso, ma frutto di decenni di riflessione nata dal contatto continuo col Prossimo e con Dio, alla luce della Scrittura. Ho sempre guardato negli occhi i miei ascoltatori, cercando di cogliere i loro bisogni e di soddisfarli con l’ottimismo della nostra fede. In conclusione, mi è parso giusto comunicare quelle poche o molte chiarezze che Dio mi ha ispirato; la spinta a farlo si origina dalla interiore necessità di predicare il Vangelo, e dalla pesantezza di questo mondo con la sua gran quantità di problemi e di desideri che gravano sul cuore degli uomini. Perciò, seppure non sarò in grado o non potrò volta per volta indicarli, sappia il lettore che quanto gli propongo è stata la mia piccola e pur sempre provvisoria risposta alle difficoltà di qualche fratello. La mia teologia nasce più dal confessionale che dalle biblioteche. Se oggi ho ritenuto giusto proporre la mia fede nel foro libero ed universale di Internet, ciò dipende dalla constatazione, sia della inesistenza di luoghi ecclesiali in cui si possa dialogare sulla propria fede, sia della pratica inutilità dei libri, destinati troppo spesso a morire nelle librerie e negli scaffali di casa. Ma essenzialmente nasce dal desiderio di vedere una Chiesa che sia sempre più espressione di un miliardo di ‘figli di Dio’; Internet può ambivalentemente diventare, o l’innesco a distanza di violenze e divisioni, oppure un tessuto nervoso che ridarà coerenza ed unità al sentire dei cristiani. Questo dipende proprio da noi.
Qualcosa sul contenuto. Di fronte ad un mondo sempre più diverso da quello in cui sono nato (son passato dal cavallo al razzo interplanetario) io mi sono convinto che bisogna rileggere tutta la nostra fede perché essa diventi comprensibile al mondo. Raccogliendo dunque quanto Dio mi ha ispirato in trent’anni di predicazione, ho cercato di chiarire a me stesso i contenuti essenziali della fede, ed ho scoperto il Cristo-Vita come traiettoria, e la Santità come traguardo divino. Ma ho anche riscoperto quella dimensione intermedia che è costituita dall’Anima, il ‘Doppio’ immateriale dell’uomo carnale, il vero soggetto dell’esistenza e della vita, che sin dall’inizio è stato chiamato ad un paradiso terrestre dal quale spiccare il folle volo della Divinità. Riscoprire la mia anima e la presenza transtorica del Cristo che lo rende sempre attuale (Eucarestia e Coscienza); riscoprire in Lui una traiettoria vitale nella quale sono totalmente immerso; intravedere una prima meta (paradiso terrestre) ed una seconda ancor più esaltante (divinità), ha consolato il mio cuore e credo quello di tanti altri ai quali ho partecipato la mia fede. Questa consolazione vorrei ora offrire a chi mi leggerà e non ha paura di cercare.
Tre gruppi di schede Il titolo ‘Otri nuovi per vino nuovo’ si collega analogicamente alla frase evangelica che esige un’anima sveglia quale calice della divinità offertaci dal Cristo. Qui vuole solo indicare che c’è bisogno di una diversa teologia per situazioni esistenziali del tutto nuove. Sintetizza così la finalità del primo gruppo di schede che invitano il lettore a riflettere sulla necessità di un nuovo parlare, di un diverso predicare. Il secondo gruppo di schede affronterà più specificamente il tema del Cristo, cercando di recuperare la autonomia e la centralità di questa figura che è stata degradata a mero ‘titolo’ di Gesù; titolo che via via ha perduto il suo significato ontico e si è assimilato alle qualifiche additive proprie del discorso umano. Un terzo gruppo di schede cercherà di analizzare il tema dell’anima, ormai emarginato nella corrente predicazione. E qui tornerà utile il recupero delle scienze fisiche che, a mio giudizio, predicano l’anima molto meglio di tanti teologi intellettualistici.
Attraverso questi tre gruppi di schede, io spero di innescare un discorso sui temi centrali del nostro tempo: Chi è l’uomo? Che cosa è il mondo? Che cosa è la Vita? Chi è Cristo? Chi è Gesù? Quale è il grande piano di Dio nel quale si va ad inquadrare la nostra esistenza con il dolore e la morte? Sono temi oggi ineludibili. Se non risponderemo con chiarezza ad essi; se resteremo all’interno del munito castello delle nostre proposizioni, peccheremo di mancanza di carità e verremo meno al precetto di Cristo: ‘Predicate la buona novella’. Allora lasceremo sola questa umanità che sembra sappia unicamente costruire traiettorie di dolore e di morte, ma comprende anche aree di smisurato amore. In tanta confusione, oggi solo la Chiesa può costituire il vessillo di unità e di pace elevato fra i popoli.
Breve sommario del primo gruppo di schede Il primo gruppo di schede riguarda il fare teologia, cioè la ripresa del discorso su Dio per riportarlo al centro della nostra vita, superando il dilagante ‘ateismo pratico’. Esso viene grosso modo organizzato intorno a tre ‘interrogativi’ di fondo: A - Un primo interrogativo riguarda ‘il dove’ inizia l’attività del teologare; questo ‘dove’ riguarda la ‘visione del mondo’, le esigenze dell’uomo, e la Rivelazione. In ordine a questo materiale si evidenziano due provocazioni: - la prima attinente alla visione del mondo, avverte che i progressi della scienza teorica ed applicata hanno rivoluzionato in quest’ultimo secolo il modo di concepire il reale e la vicenda umana; - la seconda riguarda l’uomo e le nuove esigenze che egli avverte; qui viene colto il bisogno di una traiettoria e di una meta che diano senso all’esistere, e facciano diventare perennemente attuale il credo religioso. Quanto al primo punto mostrerò come le nuove teorie, racchiuse ancora per molta parte nei limiti di un sapere elitario, non delineano una nuova e soddisfacente prospettiva dell’essere e del divenire sol perché non sono ancora entrate a far parte della coscienza soggettiva dei singoli. Tuttavia è prevedibile che, sotto la spinta delle applicazioni pratiche delle scienze, prima o poi questo sapere diventerà patrimonio comune, e produrrà allora non una vera cultura, ma una indotta e subìta subcultura. Allora la corrente maniera di presentare la fede diventerà del tutto obsoleta ed incomprensibile. Di qui la necessità di tentare una nuova teologia capace di scavalcare le continue scoperte della scienza, senza doverle continuamente rincorrere, per constatare poi di averle intellettualmente e discorsivamente raggiunte proprio quando esse sono avanzate più oltre.
Quanto al secondo punto (l’uomo), mostrerò che non giova considerare inesistenti o marginali le nuove esigenze, dei singoli e della società, per il solo fatto che esse, non sono state sistematicamente formulate in un coerente pensiero riflesso, si muovono ancora nel fondo della società e si manifestano a volte anche in forme aberranti. E’ prevedibile infatti che, quando diventeranno ‘teoria’ e ‘sentire corrente’, esse avranno già prodotto effetti irreversibili. Giova dunque prenderne atto oggi, e suggerire proposte alternative.
Il II interrogativo si interessa di ‘chi è il teologo’. Qui suggerirò: di declassare il ruolo della teologia intellettualistica che elabora teorie di teorie; di recuperare la Rivelazione scritta, superando la lettura tradizionale; di riportare al centro la Chiesa-popolo di Dio, trovando un corretto collegamento tra Sensus fidei e Magistero, e rivalutando la chiamata divina, rivolta ad ogni singolo credente, a cercare e conoscere il proprio Creatore e Padre.
Il III interrogativo riguarderà l’oggetto del teologare. Qui suggerirò di dimensionare lo storicismo imperante che focalizza il discorso unicamente sulla valenza storica della Bibbia e sul Gesù storico; proporrò di ipotizzare un nuovo modo di fare teologia, perché essa sia capace di parlare agli atei ed ai fedeli di altre religioni. Suggerirò di centrare il discorso teologico su due fondamentali categorie: il Cristo-Vita e l’Anima; e di cercare nella Bibbia solo ed unicamente il Cristo. Questo per sommi capi l’oggetto dei miei discorsi sulla teologia i quali, come ho avvertito, soffriranno di ripetizioni, di omissioni, di prospettazione anche diverse tra loro. Tutti elementi questi che penalizzeranno la mia figura di teologo e di scrittore, ma spero siano di utilità al lettore che cerca la Vita. (fine file)
[1] Ho trattato più ampiamente queste problematiche in una serie di ‘Quaderni V.M.R.’ numerati (1-10) ed. Simone, Napoli.
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