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- “Onora il medico; onoralo per i suoi servigi

Fu Dio invero a stabilirlo

Ogni guarigione infatti viene da ciò che sta molto in alto.

Il Signore volle che i rimedi scaturissero dalla terra,

e l’uomo intelligente non li disprezza.”

(Eccli.38,1.2a.4).

- Medicina aliquando similia similibus,

aliquando contraria contrariis curat.

(Greg. Moral.23)

-          Medicus nihil aliud est quam anima consolatio.”

-          (Petron. Sat.42)

-          Il medico cura, la natura risana

-          (prov. Ant.)

-          La medicina ha l’orgoglio invincibile dell’ignoranza

-          (prov.Mod.)

Libera traduzione del Papiro M.- aie. S. Istit. O – London

Databile al I secolo d.C.

 

……..Quando Imhotep invocò Iside perché gli insegnasse l’arte della medicina, venne la dea  e così gli parlò:

 

Mi chiedi, nobile Figlio mio, di insegnarti a curare l’uomo infermo. Da me apprenderai quest’arte divina.

Rammenta: il presente è il tempo degli dei e degli uomini; il passato è esperienza; il futuro è sogno. Sii sempre operaio del presente.

Ricorda che, per quanto possa vantartene, tu non hai potere di guarire nessuno. Ciò ti aiuterà ad essere umile.

Sforzati, se vuoi curare l’uomo, di diventare suo compagno di viaggio verso la pienezza della Vita, donandogli quanto io ti rivelerò del suo mistero. Così egli ti amerà.

Imponiti di non cercare le cause prossime dei fenomeni, per poterle orgogliosamente dominare. Sarebbe una falsa vittoria. Tu cerca di apprendere come si realizza la guarigione perché in essa si manifesta la forza della Vita che è la causa unica.

Manovrando le cause prossime non potrai mai curare l’uomo nella sua interezza. Anche quando ne dominerai molte, la tua terapia lascerà sempre uno strascico di dolore e di morte.

Non provare a possedere la Vita che è cosa troppo grande per te; sforzati solo di aiutarla ad esprimersi facendoti a lei  obbediente.

(lacuna)

 

Perciò, davanti a te Figlio mio, vi sono due strade: quella dell’errore e quella della verità. La prima è ampia, accogliente e seminata di onori; la seconda è stretta ed avara di umana gloria.

La Via dell’errore

-         Resisti, figlio mio, alle tentazioni di questa via fallace…(Lacuna)

-         Pur sapendo che sarai irriso ed emarginato, lascia che la scienza paludata proceda su questa effimera strada; essa è opera sempre incompiuta di tecnici orgogliosi che assommano nozioni senza però sapere donde nacque l’uomo, perché esiste e dove terminerà il suo viaggio.

-         Lascia che si affanni a costruire piedistalli a se stessa. Tu non perdere il tuo tempo a contrastarli; siediti e aspetta: lei stessa li demolirà per levarne di nuovi a margine dell’umanità inferma.

-         Nel fiume del dolore evita di bagnarsi; si limita a gettare le sue reti non per trarre a riva chi soffre, ma per acquisire numeri astratti utili a celebrare il suo sapere variabile. Attendi: una seconda pesca tutti li smentirà.

-         Guarda come, orgogliosa del suo infuturarsi, è sempre attenta a mostrarsi nuova, per stupire quelli che, non essendo ora sofferenti, trovano dilettoso inorgoglirsi della ragione.

-         Promettendo grandi vittorie nel domani, continua ad asservire cervelli che laboriosamente annotino piccoli dati in ancor più piccoli sistemi, formando uno stuolo assonnato e plaudente di schiavi.

-         Essa dice: Io avanzo e nessuno ha diritto a fermarmi! Lascia che vada tronfia dei suoi galloni verso un sognato futuro; tu osserva vigile il suo passato e scoprirai che avanza in un dedalo; imbocca vicoli senza uscita e quando inutilmente li ha percorsi, si vanta di avere scoperto quello giusto.

-         Non attardarti, Figlio mio, a ragionare con lo stolto mentre viaggia, per un tratto di strada, sul carro del successo, tra l’applauso del mondo. E neppure chiedi il consenso di chi, sbalzato da cavallo dai suoi stessi servi, è come la valva che si è incollata allo scoglio del suo vecchio sapere.

-         Entrambi mai potranno ammettere che un evento in continuo divenire, come l’umana esistenza, è impossedibile per chi, da contabile, elenca in astratti simboli cose separate e morte.

-         (testo di difficile lettura) Lasciala andare questa paludata scienza, pifferaia, nella sua mala fede, di tanti onesti. Non hai bisogno di parlarle; sa bene che ogni sua acquisizione aprirà cento nuovi problemi e la renderà sempre più ignorante; e che il Sistema di cui vuole impossessarsi risulterà sempre tutto diverso dalla analitica somma delle parti annotate.

 

La via della Verità

-         Ascolta, Figlio quali sono i piccoli ma sicuri sentieri della Vita….(lacuna)

-         Se vuoi essere terapeuta, non cingerti di allori futuri non gareggiare per essi. E’ facile mostrarsi ricco firmando impegni che altri dovrebbero onorare in un incerto domani. Tu non vendere mai disperate speranze.

-         Non far leva callidamente sui bisogni attuali ai quali non sai dare risposta per giustificare le tue avventure intellettuali che dovrebbero dar frutto nel futuro. I tuoi argomenti siano le guarigioni che hai facilitato e non quelle che puoi solo promettere.

-         Comincia piuttosto ad apprendere la sapienza della Vita, imparando a convivere il presente soffrire di chi a te si è rivolto per aiuto. Una tua ignorante carezza vale oggi molto più di una terapia che quella paludata scienza forse scoprirà tra cent’anni e applicherà giusto il tempo per proporne un’altra.

-         Impegnati a cercare con tutte le tue forze una sapienza medica che sia sempre attuale e sempre in divenire. Ciò è possibile se l’aggancerai alla Vita.

-         Abbi per meta della tua ricerca la concreta sanità dell’uomo e la sua perfezione. Non renderle solamente una posta nel gioco della intelligenza, ma considerale gli unici maestri in grado di autenticare la validità del tuo sapere e del tuo operare.

 

-         Se vuoi curare l’uomo non costruirai una scienza di numeri. Essi sono simboli astratti inclini a diventare servi della menzogna. La Vita non è fatta di spettri numerici, ma di uomini viventi ognuno diverso dall’altro. Così essa li volle.

-         Se vuoi curare l’uomo non cercare di far violenza ai limiti fissati in lui dalla Vita; e non imporre a lei ciò che essa rifiuta. Sanzionerà ogni trasgressione con mano ferma ed a pagare sarà proprio l’innocente. I sofferenti non sono vittime sacrificali della tua gloria personale.

-         Non permettere che la povertà del tuo sapere formi steccato invalicabile all’umile osservare. Ti sarà allora maestro ogni spiraglio aperto sulla Vita. Osserva umilmente ogni terapia che comunque allevia o guarisce il sofferente. Sono concreti segnali di quella Vita che fu data all’uomo perché fosse perfetto.

-         Oggetto della tua ricerca non siano le malattie; esse, che sono solo un fantasma del tuo orgoglioso pensare, ti affastellano la mente e ti impediscono di guardare come la Vita risana l’esistenza.

-         Tu invece studia tenacemente e senza riserve la guarigione comunque essa sia avvenuta. Se la Vita l’ha attuata tu non hai il diritto di disconoscerla sol perché ancora non la comprendi. Se hai occhi aperti, ogni singolare guarigione ti interroga e ti mostra la strada della Vita. Così apprenderai la dolce terapia.

 

-         Non lasciarti sedurre dalla loro irrisione. Stoltamente dicono: Sono solo apparenze ‘Suggestione e Placebo’ e quelle guarigioni che, per mascherare la propria impotenza, chiamano Miracolo o Remissione Spontanea. Osserva come dissimulano la loro ignoranza sotto alteri camici tessuti di vuote parole.

-         Studia sempre e solo la Vita che è semplice, sempre attuale ed uguale nel tempo; essa si mostra agli occhi degli onesti nelle piccole cose positive. Coglila come frutto già maturo che si offre spontaneo al tuo cercare. Così sarai stabile sapiente nel presente dell’oggi e nel domani.

-         Dalla Vita tu apprenderai l’arte di accompagnare l’uomo utilmente verso la guarigione e la sua specifica perfezione. Te lo ripeto, Figlio mio, tu sei solo un compagno di viaggio che sa di non potere nulla, con tutta la sua intelligenza, se si colloca fuori del grande dinamismo della Vita.

 

-         Ricorda Figlio che gli antichi sapienti a noi dei legarono l’arte della guarigione. Umilmente riconoscevano che da noi nacque la Vita che regge l’uomo.

-         Quella umana ragione che oggi se ne fa maestra e giudice dove mai ricevette la sua investitura? Ricorda che la ragione, quando si fa usurpatrice, insieme a figli, genera anche mostri. Usala dunque, ma tienila per serva che non conosce i segreti del suo padrone se questi non vuole rivelarli.

-         Da mani divine nacque la Vita capace di rigenerarsi e bastante a se stessa. Perciò essa non cerca puntelli nella precaria e limitata intelligenza dell’uomo. Cerca solo umili collaboratori.

-         Figlio mio, arte divina sarà il tuo operare se seguirai le strade della Vita, accompagnando con mente vigile, compassionevole cuore e fede intrepida nella guarigione chi attraversa la valle tenebrosa della sofferenza.

-         Sia tua ricompensa il piccolo ‘grazie’ dell’uomo che avrai alleviato; ma più di tutto godi del saperti un utile servo della Vita. Essa ti ricompenserà con la pace del cuore….(Lacuna)

 

Così Iside parlò a suo figlio Imhotep ed egli, attenendosi ai suoi insegnamenti, divenne il medico divino.